Apnee ostruttive del sonno e russamento

Circa il 3-7% della popolazione soffre di Apnee notturne del sonno (OSAS: obstructive sleep apnoea syndrome) legate all’intermittente riduzione del calibro o ad ostruzione completa delle vie aeree superiori (dall’ugola fino alla laringe). Cio’ da’ luogo a cicli di ridotta ossigenazione ed alterazione della struttura del sonno che nel tempo possono causare stanchezza cronica, problemi cognitivi (memoria, concentrazione, depressione) riduzione della libido e malattie cardiovascolari.

Durante il sonno i muscoli tendono a rilassarsi perdendo il proprio tono e, nei pazienti affetti dalla sindrome, non sono più in grado di contrastare efficacemente la pressione negativa generata nei polmoni, necessaria per inspirare l’aria. Si verifica quindi un collasso delle vie aeree superiori che interessa una o più delle seguenti aree anatomiche: il palato molle (la zona dell’ugola), la base della lingua e le pareti della faringe.

Le cause delle apnee non sono ancora ben chiare ma si riconoscono ormai alcuni fattori di rischio quali l’obesità e nei bambini la presenza delle adenoidi e delle tonsille.

Apnee e Russamento Snoring

Se nella popolazione pediatrica l’intervento di adenotonsillectomia risolve nel 95% le apnee notturne, negli adulti la ricerca di una soluzione e’ più complessa e richiede uno studio attento del livello di ostruzione. Quanto più e’ mirata la diagnosi dell’area o delle aree interessata/e dall’ostruzione tanto più’ accurata potrà essere la scelta della soluzione terapeutica.

Nella popolazione adulta il trattamento principe (gold standard) delle OSAS e’ medico e si avvale di una maschera con flusso d’aria a pressione positiva (CPAP: continuos positive airways pressure) che si applica intorno alla bocca ed al naso durante il sonno. L’aria così inspirata, essendo a pressione (che varia da paziente a paziente), permette di mantenere pervio il tratto di vie aeree che altrimenti continuerebbe a collassare.

Tuttavia una buona percentuale di pazienti non riesce a tollerare questo dispositivo e ricerca una soluzione alternativa.

La chirurgia e’ la principale alternativa al trattamento medico e le tecniche utilizzate sono varie poiché diverse sono le sedi dell’ostruzione. In centri specializzati i risultati ottenuti sono buoni e dimostrati nel tempo.

Il russamento, spesso associato alle apnee, e’ probabilmente una variante lieve delle OSAS che non comporta ostruzioni significative delle vie aeree ma turbolenze del flusso d’aria sufficienti a provocare la roncopatia.

Il russamento “semplice” o primario, a differenza delle apnee, non viene trattato con la CPAP, ma a volte con degli apparecchi orali che hanno la funzione di spostare in avanti la mandibola (MAD: mandibular advancement device), e soprattutto con interventi chirurgici mirati ad ampliare e/o a rendere più rigido lo spazio respiratorio tra il palato molle (la zona dell’ugola) e la base della lingua.  La loro efficacia e’ chiara nei primi mesi postoperatori ma  tende tuttavia a ridursi nel tempo.

A volte la roncopatia può essere curata “raddrizzando” il setto nasale, qualora questo fosse significativamente deviato.