Storia della Rinoplastica

Un medico ayurvetico indiano, Sushustra, 2500 anni fà, sembra essere stato il primo ad operare un naso amputato di un paziente.
La tecnica utilizzata per quell’intervento, consisteva nel ruotare un lembo di pelle dalla fronte per ricostruire la parte mancante del naso.

Variazioni di tale metodica chirurgica sono tutt’oggi impiegate per ovviare all’assenza di parti nasali dovuta a traumi o tumori.

Molti secoli tuttavia sono passati da quegli iniziali tentativi pionieristici, prima che la Rinoplastica entrasse a far parte dei testi di chirurgia. Una fase di prolungato torpore ha infatti caratterizzato l’interesse attorno a quest’intervento, dimenticato per più di 2000 anni!

Gaspare Tagliacozzi, chirurgo bolognese, antesignano della chirurgia plastica e ricostruttiva, alla fine del 1500 descrisse nel suo trattato di “Chirurgia delle mutilazioni per mezzo di innesti” una nuova tecnica di ricostruzione del naso con lembo di cute e muscolo dell’avambraccio. Il paziente doveva rimanere col braccio piegato vicino al naso per circa 4-5 settimane, come si può vedere da questa illustrazione d’epoca.

Tagliacozzi

Altri 3 secoli passarono fino a quando Jacques Joseph (considerato il padre della moderna Rinoplastica) nel 1985, in Germania e John Orlando Roe nel 1887, negli Stati Uniti, eseguirono le prime Rinoplastiche per inestetismi.

La Rinoplastica estetica ha poi avuto un grande impulso dalla prima e seconda guerra mondiale quando un elevato numero di reduci dal fronte, afflitti da ferite traumatiche facciali, furono operati da chirurghi spronati a ridefinire e migliorare le tecniche esistenti.

La Rinoplastica, sia estetica che ricostruttiva, ha continuato ad evolvere nel tempo grazie anche alle innovazioni nel campo della Anestesia.

Oggigiorno, si calcola che più di 200.000 Rinoplastiche vengano eseguite ogni anno, tra gli Stati Uniti, l’Europa, l’America del Sud, l’Asia ed i Paesi Arabi.